di Robert De Carli, 18.02.2026


Con il rito austero e luminoso delle Ceneri si apre per noi il tempo della Quaresima: quaranta giorni che la sapienza della Chiesa ci consegna come cammino di conversione, di guarigione interiore e di rinnovamento spirituale. E’ un tempo che affonda le sue radici nella Scrittura, nell’esperienza del popolo d’Israele, nel digiuno di Cristo nel deserto; ma è anche un tempo profondamente attuale, capace di parlare alle inquietudini e alle attese dell’uomo di oggi.
La Quaresima non è anzitutto un insieme di pratiche, ma un invito: tornare al Signore con tutto il cuore. Tornare a Colui che ci ha amati per primo, che conosce le nostre ferite, che non si stanca delle nostre lentezze e delle nostre cadute. Le ceneri che riceviamo sul capo sono memoria della nostra fragilità, ma nello stesso tempo annuncio di speranza: Dio può rifare nuova la nostra vita.
Questo tempo santo interpella un pubblico ampio, ben oltre i confini visibili della comunità ecclesiale: si rivolge a chi crede con convinzione, a chi crede con fatica, a chi è in ricerca, a chi si sente lontano; parla ai giovani assetati di futuro, agli adulti appesantiti dalle responsabilità, agli anziani custodi di memoria, a chi vive la gioia degli affetti e a chi attraversa la notte della solitudine.
In un mondo segnato da conflitti, disuguaglianze, smarrimento spirituale e affanno interiore, la Quaresima diventa un tempo profetico: ci ricorda che la conversione personale è la prima pietra per edificare una società più giusta e fraterna. Non c’è pace tra i popoli senza pace nei cuori.
Desidero farmi eco, in questo cammino, delle parole che il Santo Padre Leone XIV ci ha consegnato nel suo Messaggio per la Quaresima 2026. Egli ci invita a vivere questi quaranta giorni sotto il segno dell’ascolto e del digiuno, chiedendo «la grazia di una Quaresima che renda più attento il nostro orecchio a Dio e agli ultimi».

Ascoltare Dio: ritornare alla sua Parola che non è parola del passato, ma voce viva che illumina il presente. Troppo spesso siamo sommersi da messaggi, immagini, notifiche, opinioni; rischiamo di perdere la capacità di discernere ciò che conta davvero. La Quaresima, in questo senso, ci restituisce il silenzio perchè nel silenzio Dio parla al cuore.
Ma l’ascolto autentico ci apre inevitabilmente anche agli altri. Il Papa ci ricorda che siamo chiamati ad ascoltare il grido dei poveri, dei migranti, degli scartati, delle vittime della violenza, delle famiglie ferite, dei giovani disorientati: non può esserci preghiera vera che non diventi compassione concreta.

Accanto all’ascolto, il Santo Padre ci propone il digiuno, ampliandone il significato: non solo rinuncia al cibo, ma disciplina integrale della persona. Digiuno dagli eccessi che ci rendono schiavi, dal consumismo che svuota, dall’indifferenza che indurisce.
In modo particolarmente incisivo, egli richiama anche al digiuno della parola: un invito quanto mai urgente. Viviamo in un tempo in cui le parole possono ferire, dividere, umiliare. Digiunare dalle parole aggressive, dalle calunnie, dalle superficialità significa creare spazio per il rispetto, per il dialogo, per la verità detta nella carità.
Così il digiuno si unisce alla preghiera e all’elemosina, i tre pilastri della tradizione quaresimale:
– la preghiera ci riporta a Dio e ci riconsegna a noi stessi;
– il digiuno ci libera interiormente e ci educa all’essenziale;
– l’elemosina ci apre alla condivisione, trasformando la carità in giustizia vissuta.

Vi invito a riscoprire anche il valore del sacramento della Riconciliazione. Non è un giudizio che condanna, ma un gesto di accoglienza che ci rialza: quanta serenità nasce dal sentirsi perdonati! E quanto bene può rifiorire nelle famiglie e nelle comunità quando si ricomincia dal perdono.
Penso in modo particolare a chi sta attraversando momenti difficili: agli ammalati, a chi si sente solo, a chi ha perso il lavoro, a chi ha subito lutti, a chi vive con timore il futuro. Questa sofferenza sia parte del cammino quaresimale: una preghiera silenziosa che sale verso Dio.

La Quaresima è un percorso verso la Pasqua. Non si tratta solo di un’idea, ma di un incontro: con Cristo Risorto, luce che non si spegne, misericordia che vince il male, vita che trionfa sulla morte.
Lasciamoci riconciliare con Dio, rallentiamo per ritrovare ciò che conta davvero, apriamo le mani per condividere, apriamo il cuore per amare.
Che in questo cammino la Vergine Maria, donna del silenzio e dell’ascolto, interceda perchè accompagni i nostri quaranta giorni e ci conduca insieme alla gioia della Pasqua.

Una buona Quaresima!